26 giugno 2013

L'Uomo d'AcciAHIA! (come sprecare tanti soldini inutilmente).

Cercherò di fare meno spoiler possibili. Anzi, cercherò di non farne proprio.

Non nego che non sono mai stato un grandissimo fan del superman cinematografico, perciò è ancora più inspiegabile come io abbia atteso questo film per così tanto tempo (praticamente dall'annuncio ufficiale). E no, il fatto che ci fossero Nolan e compagnia cantante alle spalle del progetto non c'entra. Anzi, dopo l'ultimo Batman c'era un moto di orrore per il tutto. Di certo non è per Snyder, che è un regista servo, pacchiano, decisamente troppo scolastico. L'Uomo d'Acciaio mi aveva preso perchè rimasi colpito fin dal primo istante dall'attore scelto per il ruolo principale, dal personaggio che si stava costruendo sopra di lui, dal mantello, dal costume.




Cavill è visivamente ineccepibile, un Superman credibile, a tratti brutale. Il costume fa il suo sporco lavoro. Non male. E, fosse stato un servizio fotografico su Cavill vestito da Superman, ci saremmo fermati qui. Ma è di un lungometraggio che si parla...



Trovo che sostanzialmente Superman non abbia fatto altro che riprendere gli errori di traslitterazione dal media "fumetto" al media "pellicola cinematografica" che affliggevano l'ultimo Batman di Nolan. Superman è un personaggio solare (in tutti i sensi, considerato che il suo potere proviene proprio dai raggi del sole), che senso ha quindi ingabbiare per l'ennesima volta un'intero universo narrativo nel tono dark e nel tentativo di rendere plausibile il tutto prendendosi sul serio? Con Batman ha funzionato (fino ad un certo punto) perchè è un personaggio che si presta a determinati registri, ma come si fa a voler prendere a tutti i costi sul serio il personaggio di Kal-El? Non si può, tant'è che il film crolla nello spirito. Perde la propria essenza, se mai ne ha avuta una.

Ma andiamo per gradi. Dicevo che Cavill è l'unica nota del film che ho davvero apprezzato (per sforzi principalmente muscolari, perchè quelli attoriali sono poco più che un compitino, la sceneggiatura in questo caso non aiuta nemmeno troppo). Il resto del cast viaggia su dei binari che passano a tutta velocità per città che si chiamano "dialoghi idioti" e "luogo comune". E queste città sono intervallate da sequenze di esplosioni, computer grafica, esplosioni, combattimenti in aria dettati da inquadrature schizofreniche alla Michael Bay che fanno capire niente, zoom continui su qualsiasi cosa, esplosioni, scene tagliate con l'accetta e, soprattutto, esplosioni.

Trovo davvero ridicolo che in un film di presentazione su un supereroe, nel quale si dovrebbe delineare una psiche del personaggio, un'interiorità dello stesso rispetto all'ambiente circostante le scene siano suddivise in veri e propri livelli. Parlerò molto in generale, per dare un'idea: non puoi devastare un'interà città con noncuranza, poi improvvisamente dover fare scelte che hanno un peso etico devastante e immediatamente nella scena dopo comportarti come se non fosse accaduto nulla. È la morte del tono epico, la morte del topos dell'eroe, della sua moralità. E se dovesse sopravvivere in qualche modo, verrebbe sicuramente ucciso senza pietà da dei dialoghi che quelli di Fast & Furios sembrano scritti da Tarantino. E il fatto che ci siano più esplosioni che dialoghi a questo punto potrebbe essere un punto a favore. Se non fosse che alla quindicesima esplosione perdi il senso di stupore e ti subentra un senso di noia che non riesci a cacciare. Quando un film arriva a farti ABITUARE all'esplosione, c'è decisamente qualcosa di sbagliato. Snyder è del tutto assente, non ci sono i suoi marchi nella pellicola, a parte qualche secondino dove c'è una scena al rallenty con i colori sparati per farti vedere che "Hey hey, ci sono io dietro la macchina da presa". Ma è inutile, Snyder è la peripatetica degli studios, fa quello che gli viene imposto, senza fiatare. Dategli il giocattolone plasticoso in mano, a lui importa quello. Piccoli Michael Bay crescono. Il risultato è una regia senza personalità, un film che potrebbe essere stato girato da decine di altri registi tanto è anonimo sotto questo aspetto. Anche qui spuntano bandiere a stelle e strisce nei momenti più disparati, c'è un inserimento un po' troppo invasivo (e inutile ai fini della trama) dell'esercito degli U.S.A., dei soldati che stanno in mezzo a quasi tutte le scene, degli elicotteri, gli aerei, i soldati che si sacrificano per un bene superiore.
E avete rottilchezzo con questo velato politicismo, questo edonismo Reaganiano a buon mercato. Me lo infilate nei Transformers, me lo infilate in Superman, perfino Raimi dovette infilarci a suo tempo la bandiera americana che garrisce. Davvero, no.


Vorrei far notare quale sia la differenza tra un Iron man 3 (film stroncato da molti perchè "ha rovinato un personaggio importantissimo nei fumetti"... E ribadisco "nei fumetti") e questo Uomo d'Acciaio. La differenza sostanziale è l'approccio nel raccontare una storia. Perchè prendere a tutti i costi sul serio un fumetto e traslarlo in un film è chiaramente una sconfitta in partenza. È sempre il solito problema di portare un fumetto su schermo, non si può riportare tutti gli elementi facendone una fotocopia. Sono necessarie delle modifiche e, se queste modifiche vertono verso il serioso o l'iper-reale, o hai la fortuna di trovarti tra le mani un personaggio che si presta al tono (ciao Nolan) o scadi nel fuoriluogo. 
Iron Man 3 non ci prova nemmeno a prendersi sul serio, così come non lo fece Avengers. È un buddy movie anni '80, con un'interessante fotografia all'America paranoica post Twin Towers, con un'inedita presa di posizione che mette l'armatura ipertecnologica al servizio dell'uomo, non il contrario com'è stato fin'ora. Senza dubbio un film con molte scene discutibili, ma che mantiene una coerenza di fondo: quella di non essere a tutti i costi coerente con il reale.

L'Uomo d'Acciaio invece vuole a tutti i costi mantenersi su toni seri, salvo poi scadere in battute banali, scene divise in compartimenti stagni (e chissene frega di quello che è successo prima), uno sviluppo del personaggio che è raccontato in maniera frantumata, piuttosto che frammentata. E per nascondere la pochezza del tutto, si rifugia nell'ipertrofia dei combattimenti alla Dragon Ball. Non ci siamo.


Concludendo, Cavill è visivamente un buon Superman, non so dire se lo sia anche attorialmente. Mi piacerebbe vederlo di nuovo col mantello, magari con qualche dialogo che abbia parvenza di intelligenza. D'altronde è una delle tre cose che mi sono piaciute del film. Le altre due sono il design della tecnologia di Krypton (gli abiti di gomma no però, sembrano usciti dai Power Rangers) e soprattutto Faora, che dice poco e niente per tutto il film, ma è più BADASS del villain principale e ha le scene di combattimento migliori.


Tutto il resto? Nel secchio.






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