18 aprile 2013

La musica disturbante: 5 tracce/album che "Non ce la faccio proprio"



Non disdegno nessun tipo di musica. Ma ci sono alcune opere che non riesco a tollerare, è proprio più forte di me. Come sappiamo bene, cari ragazzuoli, la musica è senza dubbio uno dei mezzi più celeri ed efficaci per esprimere un concetto, o creare una determinata atmosfera, può istillare uno stato d'animo nella mente di chi ascolta in una manciata di secondi d'ascolto. 

Allora: cosa succede quando la musica smette di essere un linguaggio empatico, di condivisione, e diventa strumento disturbante per esprimere concetti che "C'HOPPROPPRIOPPAURA"? 
(Non parliamo di colonne sonore di film horror o di videogames qui, anche se ce ne sarebbero tantissime. Non parliamo nemmeno di videoclip. Parliamo proprio di tracce originali, nude e crude, di qualsiasi genere e periodo.)
Immergiamoci quindi in un abisso musicale che proprio non ci si vede il fondo da quanto è abisso.





Partiamo da quella che potrebbe essere considerato come l'inno della musica disturbante, probabilmente la traccia più conosciuta.


Beatles - Revolution 9


Contenuta nel White Album del '68, Revolution 9 è una canzone concettuale, che esprime (per l'appunto) una rivoluzione caotica e decisamente inquietante traslata in musica. Inserita in un lavoro così compatto come il White Album, la canzone ne esce maggiormente fuori luogo, spiazzante. È proprio come un cadavere ad una recita d'asilo. Costituita sostanzialmetne da un susseguirsi di campionamenti raccolti da Lennon, con l'aiuto di Yoko Ono e George Harrison (quello che il nome non se lo ricorda mai nessuno). Non ebbe il successo sperato (e due domande sul perchè me le sarei fatte, invece di stare lì a drogarmi con le asiatiche).





Szomorú Vasárnap (Gloomy Sunday)


Ritmo cadenzato, cantanto vellutato tipico del periodo. Altra leggenda vera e propria, questa canzone ungherese possiede un'aura decisamente inquietante e opprimente. Conosciuta come "Gloomy Sunday", la canzone parla di un amata scomparsa e del suicidio come via per reincontrarla. Il testo venne musicato da Rezső Seress nel 1933. Incredibilmente la canzone ebbe un ottimo successo, nonostante le liriche pesanti; ma iniziarono a verificarsi diversi suicidi che le autorità collegarono alla canzone stessa. Dall'America, all'Italia, alla Francia, vennero rinvenuti degli spartiti di questa canzone in collegamento ai suicidi. Perfino Seress si suicidò nel '68, gettandosi da una finestra. Lo segui la moglie, avvelenandosi.
Una botta d'allegria, proprio. Perfino la BBC decise si rifiutò di mandare in radio nel '44 una delle tante versioni incise, considerandola troppo triste per l'epoca (si stava combattendo una guerra mondiale).
Un'altra botta de vita, proprio.






Pentemple - 0))) Presents...


Parliamo di un disco live ora. I Sunn 0))) durante un loro tour decidono di formare un complesso con il polistrumentista australiano Oren Ambarchi e altri elementi, improvvisando questo lavoro. Un disco di genere spiccatamente drone, così sulfureo e oscuro nel sound. Un vero e proprio tappeto di suono che crea una scalinata discendente verso un inferno sonoro a tutti gli effetti. Gli echi e i riverberi lontani, uniti ad una voce in scream distorta e glaciale, fanno di questo disco un viaggio decisamente inquietante, addirittura fastidioso in alcuni frangenti, mai invasivo. Se l'Inferno dantesco avesse un sottofondo, credo sarebbe questo. La sua (s)porca figura la fa, dai.






Silencer - Death - Pierce Me 



Il metal estremizzato in ogni suo aspetto. Un album dallo stile Depressive Black, che esce in realtà da qualsiasi schema definibile. Pregno di disagio, sia mentale che fisico, è un'opera di una brutalità inaudita. La parte strumentale è spiccatamente black, riff interessanti, esecuzione tecnica magistrale, precisa e granitica nella sua freddezza tagliente. Ma è solo il sottofondo per il vero e proprio fulcro dell'album: la mostruosa, caotica, insana parte vocale costituita da grida lancinanti, gorgoglii e ruggiti a cura di Nattramn, questa figura che proprio ti mette allegria, considerata enigmatica dai cultori del genere. Enigmatica perchè non è ben chiaro chi sia la persona dietro questo nome, se un'operazione mediatica oppure davvero un  malato mentale. Fatto sta che le voci ne parlano come un maniaco omicida, rinchiuso in un istituto psichiatrico per aver aggredito una bambina con un'accetta. Durante la sua degenza, Nattramn (si dichiara per scopo terapeutico) ha inciso "Transformalin", notevolissimo disco dark-ambient registrato sotto il nome di Diagnose: Lebensgefahr.
L'angoscia e la follia racchiuse in musica.






Stalaggh - Projekt Misanthropia


Una pallottola nella rotula fa meno male di questa roba. 
Suoni cacofonici e urla disumane, oltre mezz'ora di disco che va avanti così. 
Oltre i cinque minuti continuati non gliela faccio. Scusatemi proprio. Ma la cosa davvero disturbante è come il disco è stato registrato. Infatti i membri di questo gruppo (anonimi che io sappia) hanno molto simpaticamente deciso di registrare in un manicomio. Non scherzo, hanno davvero portato tutti gli strumenti e hanno registrato dentro una stanza di un manicomio criminale, assieme ad assassini, cannibali e salcazzo che altri reietti della società. Le voci che sentite, i lamenti, gli urli disumani sono REALI, frutto di menti devastate dalla malattia, dalla depravazione. L'essere umano riportato allo stato primitivo, ferale e instintivo, senza nessuna regola o ragione a comandarlo. Ogni tanto fanno capolino delle parti strumentali totalmente improvvisate (facciamo pure alla chezzo di cane, va) che vengono ben presto rifagocitate dalla martellante orgia di lamenti che continua per tutto l'album. Che dire, quando è troppo è troppo. Non mi è chiaro nemmeno l'intento di quest'opera. Che sia un tentativo di denuncia? Uno sfogo per chi non ha una voce nella società? O semplicemente un miscuglio di rumore e un certo gusto sadico nell'osservare la malattia mentale altrui? In ogni caso: perchè incidere una roba simile? Follia, tanta, troppa follia. 





















Abbiamo finito, uscite da sotto le coperte, dai. 



Torniamo ai nostri toni scanzonati ora. C'è bisogno di una canzone che funzioni come una stanza di sterilizzazione (tipo quelle che ci sono nei laboratori), che ci depuri da tutta questa negatività. 

Ecco qui, ora passa tutto.





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