11 aprile 2013

Della musica e del suono: 3 album grindcore che potresti ascoltare

Dopo aver parlato delle atmosfere distese ed eteree dell'ambient, andiamo letteralmente all'opposto. Se vi viene mal di testa, non ve la prendete con me.

Una parentesi è necessaria per chi non fosse avvezzo a questo genere underground che ammetto, non essere di facile assimilazione. È un genere non adatto a chi ritiene di essere facilmente impressionabile o a chi vuole avere nient'altro che sensazioni di benessere o empatia dalla musica che ascolta, cose che qui sono volutamente assenti già negli intenti. Perciò non è un genere per tutti, però proviamoci lo stesso a parlarne, dai.
Il Grindcore nasce sostanzialmente dall'ideologia del canone Punk Hardcore. Già negli anni '80 alcuni gruppi suonavano un Hardcore Punk distorto e solitamente improvvisato. Elementi che verranno in seguito sviluppati per dare luce ad un nuovo genere musicale. Possiamo poggiare la prima pietra della costruzione di questo genere con quello che è definito come album seminale: parliamo di Scum dei Napalm Death


Band che ha anche dato questo nome al genere appena costituito (tutta colpa del batterista Mick Harris). Il termine proviene dal verbo inglese "to grind", letteralmente traducibile come "frantumare, polverizzare, maciullare", che è la perfetta descrizione sintetizzata del sound tipico del genere. Nessuna pretesa di fare arte elevata (elemento tipico del Punk, che permise a chiunque di fare musica senza tanti fronzoli), tracce audio cortissime, sferzate violente, blastbeat come se piovesse, un sound grezzo, un cantato sporchissimo (spesso con utilizzo di growl, scream, grunt, pig squeal, ecc.) distorsioni pesanti e soprattutto una velocità d'esecuzione elevatissima.
Col passare degli anni vari sottogruppi del genere hanno fatto la loro comparsa: uno su tutti è quello riguardante lo sviluppo Horror delle liriche, che si distacca dal tipico impegno socio-politico, con booklet che ritraggono fotografie di medicina legale e testi incentrati sul decadimento del corpo umano, con minuziose descrizioni di patologie o morti violente. Anche dal punto di vista stilistico ci sono variazioni, come la maggiore lunghezza delle tracce negli album e variazioni nella tonalità. Tutto questo per instillare una sensazione di disagio e distacco nell'ascoltatore, come può farlo similmente una scena splatter di un film.
Ma basta gigioneggiare e andiamo con i tre consigli:






Napalm Death - Scum

Come già definito, è il disco seminale del genere (e non solo). 
Siamo nel 1987, il primo disco Grindcore vero e proprio.
Un susseguirsi schizofrenico di canzoni brevissime (non si va oltre i due minuti di durata), un turbinio di riff incastrati uno dietro l'altro, una qualità sonora infima che rende il sound se possibile più tagliente e impazzito.
Le chitarre riprendono fortemente lo stile Hardcore Punk estremizzandolo ai massimi livelli. Ma il vero punto forte dell'opera è l'utilizzo della batteria. Possiamo definire un utilizzo diverso dal solito della stessa e la creazione di una tecnica che verrà ripresa più e più volte e sarà uno dei cardini di generi a venire (Death, Black, Brutal, fino ad arrivare all'Avantgarde e a sottogeneri Crossover come il Mathcore): stiamo parlando dell'affermazione vera e propria della tecnica del blastbeat.
Lo si può amare, lo si può odiare, ma non si può negare che si tratta di un disco importante per la storia della musica, senza dubbio alcuno.







Agoraphobic Nosebleed - Agorapocalypse

Una simpatica banda di mattacchioni provenienti dagli Stati Uniti (tra cui una gentil donzella) che sono l'emblema di ciò che il Grindcore è: musica malatissima, violenta, un necessario utilizzo della drum machine (considerate le velocità sovrumane con cui viaggia il disco), campionamenti vari, bruschi cambi di ritmo che fanno da tappeto ad dei temi rabbiosi e a volgarità disparate (la parola dick farà capolino più volte). 
D'effetto la voce della gentil donzella di cui parlavo, Katherine Katz, che aggiunge un tocco femminile alla demenza incontrollata dell'opera. Album del 2009, 13 tracce, meno di 30 minuti la durata, ovviamente tutti da ascoltare di seguito, essendo la costruzione dell'opera un monolito di follia. 
Curiosità: il disco precendente "Altered States of America" durava poco meno di 22 minuti e aveva 99 tracce.







Cripple Bastards - Misantropo a senso unico

Chiariamoci, ce ne sono moltissimi altri da consigliare, ma me ne sono prefissati solo tre, quindi mi sembra giusto inserire un disco italiano. I Cripple Bastards sono fautori del genere Grindcore qui nel belpaese e hanno via via ottenuto sempre maggior importanza a livello mondiale. Album del 2000, come il titolo dell'opera può suggerire, la loro musica è un vero e proprio inno al nichilismo, una sfida aperta alla società moderna. Ne è la prova la scelta di utilizzare la lingua madre, piuttosto che il solito, facilmente vendibile, inglese. Un disgustato trattato che affronta i clichè della società squallida ed aberrante dipinta dal gruppo, sostenuto da un'ottima prova vocale tiratissima e veloce come al solito e da uno stile prettamente Hardcore Punk.
Da notare come il lavoro possa probabilmente mancare di una maturità stilistica, che viene però contrapposta da una ferrea decisione personale nello stile e nei contenuti.
Potrebbe offendere la sensibilità di qualcuno, e probabilmente l'intento è proprio questo.






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