14 aprile 2013

Cose che dovresti sapere su Monkey Island (e se non le sapevi, sapevile)

Lo sapete tutti che il titolo di questo blog proviene da un oggetto UTILISSIMO appartenente a questa splendida serie di avventure grafiche create da Ron Gilbert e prodotte dalla (ormai compianta) Lucasarts oltre vent'anni fa? 

LO SAPEVATE TUTTI VERO NO?!



E vabbè, ne avranno parlato un sacco di siti di queste cose a suo tempo, che poi sono giochi che c'hanno tipo vent'anni e la graficabbrutta. Chisselincula, giochiamo a Call of Duty che devo comprarmi l'arma figa.
Seriamente, soprattutto i primi due Monkey Island erano un rollercoaster di citazioni, rotture della quarta parete e giochi di parole (poi è successo che la serie è passata per altre mani ed ha perso un po' dello smalto che la contraddistingueva), perciò se non avete mai giocato in tutta la vostra vita ad un Monkey Island è arrivato il momento di farlo. Nel periodo relativamente recente sono uscite le rimasterizzazioni proprio dei primi due leggendari episodi, fatele vostre tipo subito. No cioè, prima leggete il post, dai. Andiamo allora a scovare (e spiegare) qualche segreto/citazione/curiosità della serie insieme. 



Ad esempio, ce lo sapevate che la serie è stata creata in seguito ad un viaggio di Ron Gilbert sulla giostra a Disneyworld di "Pirati dei Caraibi"? Quella che ha poi ispirato i film con il capitan Jack Sparrow, personaggio del quale il sottoscritto si mascherò tempo addietro e un po' si vergogna di questo e forse non avrebbe dovuto dirlo, però ormai è troppo tardi.

Se siete tipi impazienti e volete finire subito il gioco vi basterà premere insieme la sequenza di tasti CTRL+SHIFT+W, apparirà una finestra di dialogo che vi chiederà se siete sicuri di voler vincere. Se la risposta sarà positiva, partiranno subito i titoli di coda e avrete perso la possibilità di giocare ad una delle avventure grafiche più belle. Come sempre, la strada più breve non è la migliore.


Un'altra roba, uno degli "enigmi" è quello dove c'è un troll cattivissimo nel primo Monkey Island che vi sbarrerà l'accesso per il ponte e che richiederà a gran voce "qualcosa che attiri l'attenzione e che non abbia nessuna importanza".


Per superarlo bisognerà offrirgli qualcosa che possa distogliere la sua attenzione. L'oggetto in questione è un pesce, più specificatamente un'aringa rossa. La scelta di prima occhiata non sembra avere nessun nesso logico con la faccenda, e in un certo senso avete ragione. Nella traduzione italiana si è perso purtroppo il gioco di parole ma in inglese "aringa rossa" si traduce in "red herring", termine che viene usato per indicare un diversivo o un qualcosa che possa attirare attenzione. Per capirci, il significato è praticamente quello di "specchietto per allodole".
Fatto sta che dopo aver rifilato il pesce al troll, vi lascerà passare e...


*sbadabam* 


Colpo di scena amici ascoltatori, si toglierà la mascherà rivelando di non essere un vero troll, bensì il barbuto e camiciaqquadrettato George Lucas, proprietario all'epoca della Lucasarts (per l'appunto), creatore di Star Wars e chevvelodico a fare.


Lo sapete perchè il protagonista Guybrush Threepwood si chiama Guybrush? All'epoca della progettazione del gioco non si avevano ancora idee chiare sul nome del protagonista. 


A quanto pare, veniva usato un programma per disegnare i vari sprites dei personaggi, programma che salvava i files con la dicitura ".brush". Così quando disegnarono quello del protagonista, non sapendo che nome affibiarbici decisero semplicemente di salvare il file con un laconico "guy" (tizio in inglese). Quello che ne venne fuori fu un file denominato "guy.brush". Da lì, tutta discesa. 

Il cognome invece nacque in un contest indetto dalla stessa Lucasarts e deriva dalla famiglia Threepwood delle novelle di P.G. Woodehouse. Tutto qua, davvero.
Tra le caratteristiche del personaggio ci sono l'inspiegabile fobia per la porcellana e il fatto che riesce a trattenere il respiro sott'acqua per un tempo superiore ai dieci minuti (caratteristica che verrà ripresa e citata in altri videogames). 
E, a proposito di citazioni, tra le varie citazioni del gioco, c'è quella di dove Guybrush afferma che "tornerò, come il T-800 in Terminator".

Parlando di rotture della quarta parete (che sono tantissime), quella più interessante e assolutamente ridicola per le conseguenze che ha portato è quella trovabile solo nella prima edizione (e poi capirete perchè) riguardante un messaggio che appare quando si esamina un ceppo nella foresta.
Apparirà infatti un finto messaggio di errore che chiederà l'inserimento di un fantomatico (ed inesistente) disco 22.


Si trattava in realtà solo di uno scherzetto inserito dagli sviluppatori, per prendere in giro il fatto che inizialmente il gioco dovesse essere diviso in otto(!) dischi.
A quanto pare lo scherzetto non fu recepito dai giocatori, che infatti chiamarono incazzati come serpenti la Lucasarts chiedendo spiegazioni sugli altri 21 dischi mancanti. E io due domande me le sarei fatte, boh. E invece niente: "Lucasarts sei un uomo morto, Lucasarts noi ti ammazziamo con il bastone" dicevano. E Lucasarts se la vide brutta, Lucasarts se la vide pessima. Al punto che la cosa divenne così diffusa che gli sviluppatori furono costretti a cancellare questo messaggio nelle successive versioni del gioco.


Per concludere, per tutti quelli che se lo stavano chiedevano, è esplicitamente scritto sul manuale di gioco che "nessuna scimmia è stata maltrattata durante la creazione di questo gioco". Brava Lucasarts, siamo fieri di te.










E questo è quanto ragazzuoli, come sempre vi ricordo di mipiacizzare la pagina facebook del blog che trovate qui a fianco per ricevere tutte le notifiche. 
E attenti che potreste avere una scimmia a tre teste alle spalle. No davvero dico. Come, non mi credete? Guardate che non sto scherzando, c'è davvero. VELOGGIURO. 












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