15 ottobre 2010

"Un insospettabile parallelismo"


In mezzo a tutto questo liquame mediatico ogni tanto una bella notizia salta fuori.
I minatori cileni, che erano rimasti sepolti vivi per quasi tre mesi sottoterra, dopo un crollo del loro posto di lavoro, sono stati finalmente salvati.
All's well that ends well.
E allora, qual è il punto vi chiederete.
Un intervento così gioioso non è da questo blog!


Avete ragione. Il punto è questo:






Un insospettabile parallelismo, sì.
E ci sarà anche un motivo se nessun altro aveva sospettato una cosa simile.
Notare però la magnifica regia alla "24", con lo schermo che si divide un due, il paragone tra un povero cristo (il minatore sfiancato che abbraccia la propria famiglia) e un povero scemo. 
Notare il modo assolutamente sobrio e per nulla di cattivo gusto utilizzato per pubblicizzare il reality che è stato un po' il capostipite di tutti (che culo eh).
Notare dei giornalisti di un telegiornale di risonanza nazionale in preda ai fumi dell'alcol o peggio. 
Percepite che poesia nel descrivere la situazione, a cavallo tra il "non può essere vero un servizio così" e il "per un attimo mi sono sentito a Studio Aperto"
Un capolavoro toto corde.

Sopratutto perchè fare un parallelismo tra "i concorrenti del GF" e il "lavorare in miniera" è sempre cosa buona e giusta.

Però ecco, un controllino con il test del palloncino a qualche giornalista io lo farei.

Vi lascio con le sempreverdi parole di Proudhon:






"I giornali. Cimiteri delle idee."



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